Spazio ecumenico per il cimitero di Caltagirone

 

Progetto

Nanni Culotta

 

Tipologia

Concorso

Luogo

Caltagirone (CT)

Anno

2021

 

Cerchio, acqua, luce. Sono questi i tre elementi principali sui quali si basa la proposta progettuale. Tutti e tre sono base e fondamento di ogni religione e fanno parte universalmente dello spirito dell’uomo. Il cerchio in qualità di forma perfetta, chiusa e infinita. L’acqua e la luce sono elementi naturali che appartengono a tutte le civiltà poiché sono il segno stesso della vita.Forme e materiali sono definiti rispettando sia gli aspetti ambientali, quanto economici, che soprattutto spirituali e simbolici. La Sicilia è da sempre crocevia di civiltà diverse che hanno generato sempre nuovi linguaggi con un complesso sistema di influenze e rimandi. Lo specchio d’acqua richiama alle opere idriche degli Arabi, così come gli archi ogivali già presenti nella parte monumentale. Il sottosuolo di ghiaia invece racchiude in se i principi dei giardini zen dell’estremo oriente, maggiormente richiamato dal senso del vuoto così radicato nella cultura giapponese. La luce è invece universalmente riconosciuta come segno dello spirito e dell’anima. E la luce gioca un ruolo fondamentale nel progetto, creando atmosfere di penombra al di sotto della superficie nelle quali poter raccogliere la propria anima in meditazione.

I luoghi configurati nella proposta si configurano tutti come spazi flessibili, liberi da ogni compromesso, alla ricerca della purezza, della semplicità e della spiritualità che richiede il luogo. L’idea progettuale individua principalmente due zone: la prima al piano terra, fatta di penombra, immersa nel silenzio e più intima, la seconda, al piano superiore, immersa invece nella luce, totalmente all’aria aperta. Arrivando dalla zona monumentale si viene accolti da uno spazio in penombra che richiama il pronao degli antichi templi. Al centro è collocato uno spazio circolare che presenta solo due accessi, posti in diagonale al fine di ottenere maggiore riservatezza, e permettere l’uso di tutti gli spazi in maniera autonoma. Questo spazio del silenzio, assimilabile alla cella, di forma circolare è sormontato da una volta forata al centro per permettere alla luce e agli elementi naturali, come la pioggia e il vento, di penetrare all’interno. Alla base, dei sedili permettono di sfruttare questo luogo sia per meditazioni intime sia per riunioni collettive. Rampe circolari poste a perimetro permettono un utilizzo anche a portatori di handicap. Al centro lo spazio ha un leggero solco sulla superficie, permettendo il raccoglimento dell’acqua piovana. In fondo allo spazio coperto vi è collocato un ulteriore luogo più libero, un opistodomo moderno, nel quale celebrare cerimonie, organizzare raccoglimenti o semplicemente trovarsi a meditare. Ai lati vi sono due scale che portano ai percorsi superiori e di conseguenza al piano superiore del cimitero facendo sì che questo piano terra sia al tempo stesso luogo di sosta e meditazione ma anche di passaggio. Le scale simbolicamente portano dalla penombra preminente del piano terra alla luce, alla vita, di cui invece è inondato il piano superiore. Alla stessa quota dei percorsi interni esistenti della parte monumentale, si collocano due passerelle sospese su un grande specchio d’acqua. La loro forma e dimensione deriva da quella dei percorsi monumentali ponendosi come un prolungamento di essi. Il percorso monumentale viene quindi in questo prolungamento svuotato della struttura lasciando evidente lo spazio nel quale muoversi. La struttura è accostata alla preesistenza lasciando chiara e visibile la sua natura, permettendo tra il nuovo e il vecchio un dialogo collaborativo che genera al tempo stesso tensione e pace. Come nella parte monumentale il fronte che da verso il cimitero è cieco in modo da poter dare riservatezza e al contempo ricreare un ulteriore spazio di riflessione.

Tutto il progetto si basa sull’idea del vuoto, inteso in natura fisica ma anche spirituale. La migliore architettura ha come fulcro centrale un rapporto significativo col vuoto, facendo di esso quello spazio dai molteplici significati. Il vuoto è uno spazio in cui l’uomo si perde, in cui riesce ad innalzare la propria anima a pensieri alti, ma è anche quello spazio in cui l’uomo può riempiere, in cui ritrova la libertà e la possibilità del contatto con gli altri.

Per la progettazione dell’idea qui proposta ci si è confrontati con gli aspetti delle differenti religioni  e sensibilità della cultura contemporanea. Nella fase di esecuzione sarà fondamentale l’uso di maestranze artigianali capaci di avere pieno controllo dell’opera. Nonostante la contemporaneità richieda un certo minimalismo e repulsione del decoro, si è scelto di utilizzare eventualmente le maestranze locali, famose e prestigiose nella ceramica, per un grande dipinto smaltato da porre sotto la superficie dello specchio d’acqua. In questo modo, oltre all’aspetto funzionale di impermeabilità, si ottiene un rimando e un’unicità che permette all’idea proposta una sua perfetta riconoscibilità e collocamento nel panorama della cultura della città di Caltagirone.

 Si è scelto di preservare il più possibile l’esistente operando interventi minimi e riducendo così il materiale di risulta derivato dalle demolizioni salvaguardando l’ambiente. Il piano di calpestio a quota 0.00 viene lasciato per la maggior parte inalterato, sfruttando la ghiaia scura presente che favorisce altresì la permeabilità del suolo. Gli unici scavi da realizzare sono quelli relativi alle fondazioni che saranno approfondite dopo un’analisi geologica del sito e un piccolo abbassamento della superficie nell’area centrale in corrispondenza dello spazio circolare. La struttura in elevazione sarà quasi interamente in legno lamellare e XLAM. La scelta del legno, ormai molto diffusa nel panorama europeo, è dettata sia dalla natura ecosostenibile del materiale che da una scelta simbolica. Il solaio di copertura, realizzato principalmente con travi in legno lamellare, sarà poi coperto da opportuni strati impermeabili per poter mettere la realizzazione di uno specchio d’acqua. La scelta dell’uso principale di strutture il legno è rafforzata inoltre dalle capacità sismiche del materiale permettendo in questo modo un’efficienza sismica adeguata alle caratteristiche della zona. La grande superficie coperta a quota 0.00 sarà naturalmente raffrescata e ventilata, sfruttando i naturali flussi dell’aria. Infatti, l’aria potrà liberamente circolare all’interno di tutta la superficie non essendo previsto alcun infisso e ciò favorirà il flusso che poterà l’aria calda a salire ed uscire dal grande foro presente al centro e dagli spazi a cielo aperto presenti sui bordi. Ciò permette l’assenza di qualsiasi tipo di impianto di raffrescamento e garantisce una perfetta salubrità dell’aria. Al livello superiore la presenza dello specchio d’acqua favorirà inoltre un ulteriore scambio di temperature e umidità, permettendo agli spazi circostanti un gradevole vivibilità in tutte le stagioni.

Dal punto di vista economico la scelta di sfruttare al massimo le capacità del legno incidono soprattutto sui costi in fase di cantiere. Sarà infatti possibile organizzare al meglio la costruzione tramite elementi prefabbricati riducendo al minimo la durata del cantiere. Non di meno, la facilità di realizzazione farà sì che venga rispettato anche il luogo sacro riducendo rumori, detriti e quant’altro possa disturbare un luogo di preghiera e silenzio. Tutta la struttura risponde pienamente alle indicazioni e prescrizioni riguardo la reversibilità dell’intervento garantendo in futuro un suo eventuale smantellamento ma anche una sua facile manutenzione nel tempo con la possibilità di sostituzioni di alcune parti.